TRENTINO-ALTO ADIGE BIOLOGICO, NATURALE E ECOLOGICO

Biospesanaturale

Un inno alla natura

Una cesta piena di leccornie, questo è la nostra Biospesa, ma anche molto di più. Uno stile di vita, una filosofia, un modo di guardare il mondo…

di Emilia Bitossi

 

“Spesso quando vado nell’orto e raccolgo la mia verdura rimango sempre stupita nell’osservare con quanta gente l’ho condivisa: quanti insetti ci sono passati e se ne sono nutriti. Eppure ne resta ancora molta anche per me. Ed è allora che mi rendo conto di quanto la terra sia generosa e ricca e di quanto potremmo essere fortunati se solo riuscissimo a vederlo!”
È con questo bellissimo incipit tratto dal visionario Fukuoka, creatore della permacultura, che vorremmo descrivere il nostro percorso nella grande varietà dei prodotti trentini e altoatesini. Senza rimanere entro le maglie strette delle categorie, vorremmo ospitare in questo menu tutto ciò che di sano, salutare e il più possibile naturale (se ancora ha qualche senso usare in questo nostro mondo questo termine) la nostra regione offre. Dal latte ai formaggi, dalle verdure alle piante officinali, dalle carni ai pesci, dai frutti ai gelati al vino e così via, la nostra biospesa è fatta di schede di prodotti caratterizzati dalla loro salubrità. Niente di artefatto o di poco attento all’ambiente, niente che non si rifaccia ad alcuni basilari punti fermi.
L’agricoltura è soprattutto  uno stile di vita. Coltivare la terra è per molti contadini, che abbiamo intervistato e dei quali abbiamo ascoltato i racconti, realmente un modo di vivere che coinvolge non solo loro in prima persona, ma anche le loro famiglie, i nonni, i figli e i nipoti, di generazione in generazione. L’agricoltura, oserei dire, è storia e memoria. Quella vera non dimentica la tradizione, ma anzi parte da lì per migliorare e innovare sempre, nel solco tracciato dai propri vecchi.
È una filosofia che molti giovani hanno abbracciato e sempre più stanno abbracciando in questi anni, tornando, dopo gli studi, a riprendere il lavoro dei padri, con una consapevolezza in più che forse questi non avevano, per forza di cose.
Sempre riprendendo alcuni grandi orientali, come il già citato Fukuoka, il fattore più importante di una buona coltivazione non è la tecnica, ma lo stato d’animo di chi coltiva.
L’agricoltura naturale ci insegna che è possibile coltivare lasciando che sia la natura, nella sua complessità e nei suoi tempi perfetti, a dettarci la tecnica, a dirci cosa fare. Basta ascoltare.
Il nostro intervento deve essere minimo, non violento e non invasivo. Nel pieno rispetto della terra e di quello che ci suggerisce.
Vogliamo dare spazio a prodotti che siano in sintonia con questo pensiero, auspicando che il rispetto per l’ambiente che ci circonda, che un giorno lasceremo ai nostri figli e ai nostri nipoti, non sia qualcosa di vuoto e retorico, ma che diventi per tutti un modo di vivere consapevolmente le proprie scelte.